Colombia l'ultimo inganno. Lotta al narcotraffico, paramilitarismo, violazione dei diritti umani
PIANO COLOMBIA ED EGEMONIA USA NELL'AREA ANDINA
Piano Colombia e ingiustizia sociale
Nell'autunno del 2000, il Congresso degli Stati Uniti ha stanziato 1.374 milioni di dollari a favore del
cosiddetto 'Plan Colombia', l'articolo programma di lotta alle coltivazioni di coca, di riforme economiche
strutturali e di 'rafforzamento delle istituzioni dello Stato', predisposto dal Presidente Andrés Pastrana. In
realtà il 'Plan' rivisto da Washington ha un respiro geografico più ampio ed è finalizzato all'intervento degli
Stati Uniti in tutta l'area andina. Il pacchetto di 'aiuti' assegnato direttamente alla Colombia più del 65%
dell'ammontare del budget, 862,3 milioni di dollari, tre quarti dei quali in elicotteri e sofisticati sistemi d'arma,
a cui si aggiungeranno 330 milioni in aiuti supplementari secondo il piano di 'assistenza militare' del
Dipartimento della difesa per il biennio 2000-2001.
Oltre 55 milioni di dollari sono stati invece destinati ad attività e programmi 'classificati', cioè sottoposti al
segreto militare, da realizzare in Colombia e nei paesi andini, più 277 milioni a favore delle 'agenzie
statunitensi impegnati nella lotta al narcotraffico' e 118 milioni per il miglioramento dei velivoli radar in forza
al Dipartimento della difesa e all'Us Customs Service che lavorano nell'area. Il Congresso ha altresì
assegnati 180 milioni di dollari per 'programmi di assistenza militare' ai paesi andini limitrofi, Perù, Ecuador
e Bolivia
[1]
.
Onde fornire un'immagine più 'umanitaria' e 'sociale' del 'Plan Colombia', gli Stati Uniti hanno previsto
una serie dicontraddittori ed ambigui interventi di “rafforzamento delle istituzioni colombiane”, per un valore
di 218 milioni di dollari. In realtà si tratta di interventi prevalentemente finalizzati alla fumigazione delle
coltivazioni di coca, alla creazione di speciali 'gruppi di polizia investigativa' sul modello Fbi, e al cosiddetto
“sviluppo regionale alternativo”, che sancisce la piena apertura dei mercati andini agli investimenti e alle
imprese statunitensi. E' stato inoltre istituito un fondo destinato alla “difesa dei diritti umani” (51 milioni), ma la denominazione non deve ingannare più di tanto. Si tratta infatti di finanziamenti destinati a creare 'unità
per i diritti umani' nelle procure e nella polizia nazionale, migliorare i sistemi di protezione di testimoni e
giudici impegnati nei procedimenti penali e 'supportare' alcune istituzioni statali e non-governative e l'Ufficio
di Bogotà dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani
[2]
.
Il 'Piano Colombia' afferma di “voler migliorare il sistema giudiziario dando maggiore impulso alle indagini
ed agilità nei processiIn realtà, il governo disconosce la necessità di una profonda riforma politica e dei
poteri pubblici, enon prevede la soluzione di “importanti temi giuridici come la riforma integrale del sistema
penale e penitenziario, l'entrata in vigore del nuovo codice penale militare, la realizzazione della
giurisprudenza della Corte costituzionale in materia di tribunali militari, l'eliminazione della giustizia 'senza
volto'”
[3]
.
Alla data odierna, esistono almeno quattro versioni del 'Plan Colombia', da utilizzare secondo
l'interlocutore e il momento. La prima stesura del progetto, presentata segretamente nel novembre del 1999
al Senato Usa dal presidente Pastrana e dall'ambasciatore colombiano negli Stati Uniti Luis Alberto Moreno,
ha come obiettivo cardine quello di “ottenere un sostegno ai propri sforzi militari in tre aree geografiche,
prima nel distretto di Putumayo e poi, nei prossimi due anni, nel centro e nell'area sudoccidentale della
Colombia". In questa versione il 'processo di pace' occupa solo il 5° punto. La seconda versione del 'Plan
La Colombia' è stata fornita ai mass media nel febbraio 2000: il processo di pace viene presentato come punto
principale e si riduce il peso degli aiuti militari. La terza versione è stata indirizzata all'Unione
Europea: vi si enfatizza “l'investimento sociale”, si sottolineano gli “sforzi per la difesa dei diritti umani” e si
sopprimono i riferimenti al “rafforzamento militare”
[4]
. L'ultima edizione del 'Plan Colombia' è stata presentata
agli ambasciatori della comunità internazionale, in occasione della loro recente visita alla 'zona di
distensione' di San Vicente del Caguán, località prescelta per l'avvio del dialogo di pace tra il governo
colombiano e il gruppo guerrigliero delle Farc (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia). Questo
documento pone l'accento al “rafforzamento della pace e delle istituzioni democratiche” del paese
sudamericano. Unici obiettivi comuni nelle quattro versioni quello di “implementare i mezzi necessari per
attrarre gli investimenti stranieri e promuovere l'espansione del commercio"e realizziamo"una strategia
fiscale e finanziaria che adotti mezzi severi di austerità e di aggiustamento”
[5]
.
“Il Plan Colombia è una strategia integrata per rafforzare il ritmo, riattivare l'economia e generare
occupazione, proteggere i diritti umani, rafforzare la giustizia e aumentare la partecipazione sociale"ha
dichiarò il presidente Pastrana in occasione della sua visita al Parlamento europeo, nell'autunno '99.
Immediata la risposta di tutti i maggiori organismi finanziari: il Fondo monetario ha già sottoscritto un accordo
il sostegno del programma di aggiustamento economico del governo e per i prossimi tre anni sarà garantito 2,7
miliardi di dollari, mentre un altro miliardo e mezzo è stato promesso dalla Banca mondiale. L'Internazionale
Finanziamento Corporacion (IFC), agenzia di 'cooperazione' della Bancamondiale, ha invece concesso un
credito di 154 milioni di dollari per l'avvio di progetti infrastrutturali, petroliferi e minerari
[6]
. L'italiano Pino
Arlacchi, direttore del Programma delle Nazioni Unite per la lotta alla droga (Undcp), ha annunciato 100
milioni di dollari per l'implementazione del piano di eradicazione aerea. Nel mese di giugno del 2000 il
presidente del consiglio spagnolo Josè Maria Aznar, ha convocato a Madrid, con il patrocinio del 'Banco
Interamericano de Desarrollo' (BID), i paesi partner dell'Unione, più i rappresentanti delle Nazioni Unite,
Giappone e Canada, per apportare ulteriori aiuti finanziari al 'Plan Colombia'. Le diffidenze di alcuni paesi
gli europei hanno impedito che si debbano ad una risoluzione unitaria a favore del programma del governo
colombiano. In concreto l'Unione Europea, nell'esprimere la propria contrarietá al programma militare e di
eradicazione aerea delle piantagioni di coca, si é impegnata a intervenire finanziariamente a favore dei
programmi sociali che favoriscono la 'riconciliazione nazionale'. Solo la Spagna ha deciso di destinare al
'Plan Colombia' 124 milioni di dollari, a cui hanno fatto seguito gli impegni di Tokio per un prestito di 70
milioni e del 'Banco Interamericano de Desarrollo' per un contributo di 300 milioni
[7]
.
Mentre una parte della comunità internazionale sostiene attivamente i piani militari e di aggiustamento
strutturale del governo colombiano, la situazione economica è diventata gravissima: il paese è nel mezzo
della sua peggiore recessione dopo il 1931, la domanda interna è crollata, il settore industriale non regge la
competizione con i produttori emergenti del continente, la fuga di capitali è impetuosa. Secondo i dati ufficiali
dell'istituto nazionale di statistica, nel 1999 gli scambi si sono contratti del 5,8% e il Prodotto Interno Lordo
(Pil) si è ridotto del 4%, valore parzialmente compensato dalla lieve crescita del 3% del Pil nel 2000. In
di conseguenza il Pil pro capite della Colombia si é ridotto da 6.810 a 6.006 dollari. Il debito statale è invece
raddoppiato in cinque anni; attualmente rappresenta il 42,8% del Pil e da solo assorbe una quota del bilancio
statale cinque volte superiore a quella programmata per il settore degli investimenti produttivi
[8]
.
La disoccupazione ha superato il 20% e aumenta ogni giorno povertà e indigenza. Nell'ultimo anno,
nelle maggiori città del paese, i nuovi disoccupati sono cresciuti di 108.000 unità. Quasi tre colombiani su
hanno ingressi inferiori alla 'dieci linea d'indigenza': 8.300.000 persone cioé, non sono in grado di ottenere
l'ingresso economico necessario a coprire il costo degli alimenti base
[9]
. Per coloro che accedono ad un
lavoro, il reddito non garantisce i livelli minimi di sopravvivenza: il 77% dei lavoratori percepisce appena un
salario minimo (260.000 lire circa), un altro 15% due salari minimi e solo l'8% più di due. In Colombia sì
espande una vista d'occhio la precarietà e l'informalità occupazionale: solo il 7,5% dei lavoratori colombiani è
vincolato stabilmente ad un'impresa o ad un impiego pubblico
[10].
Come denuncia lo stesso Undp (il
Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), la recessione è il risultatopiù evidente della politica
neoliberista intrapresa a fine anni '80 ea cui gli ultimi governi hanno dato un'accelerazione tagliando gli
investimenti nelle politiche sociali. "Gli aggiustamenti macroeconomici hanno avuto costi sociali e incidenze
negative rappresentate dai minori redditi, dal deterioramento del capitale umano, dalla disoccupazione e
dalla maggiore disuguaglianza” scrive Undp
[11]
.
Se si prende come riferimento il cosiddetto “indice di sviluppo umano” (indicatore che ai parametri
economici aggregati quelli più graziosamente socioculturali ed ambientali, legati alla qualità della vita e
all'accesso ai servizi), il quadro colombiano assume tinte ancora piú fosche. Ancora Undp sottolinea la
progressiva retrocessione del paese sudamericano nel triennio 1997-99. Se la Colombia occupava nel '97 il
posto numero 57 nella classificadello 'sviluppo umano', i notevoli squilibri interni hanno posizionato il paese,
due anni più tardi, al 68° posto. Il documento dell'organismo internazionale segnala due problemi che
impediscono alla Colombia di ottenere un maggiore e più equilibrato 'sviluppo umano': la violenza che
colpisce in particolare la popolazione maschile tra i 25 ei 50 anni di età (dunque la fase di vita 'produttiva') e
la disuguaglianza nella distribuzione delle risorse. Inoltre persistono grandi differenze sociali tra i dipartimenti
del paese. Regioni come il Chocó, Nariño e Caquetá, infatti, se considerate singolarmente, le occuperebbero
solo il 174° posto nella classifica mondiale dello 'sviluppo umano'.
Gli indicatori della disastrosa politica economica neoliberista sottolineano la forte distorsione nella
ridistribuzione del reddito e delle ricchezze: secondo il rapporto del 'Dipartimento nazionale di pianificazione'
(Dnp), nel 1999 il 50% della popolazione ha dovuto ripartirsi il 13,8% del reddito totale del paese, mentre un
Il 20% ha avuto accesso al 62,4% di esso. Buona parte della popolazione -il 45% nelle aree urbane e l'80% in
quelle rurali–ha percepito redditi tanto esigui da non poter soddisfare necessità basiche, come abitazione,
salute, istruzione
[12]
.
Le 'nuove riforme economiche' hanno accentuato la discriminazione e l'ingiustizia sociale: i tre principali
gruppi economici del paese si appropriano del 36% del prodotto interno ei maggiori cinque gruppi finanziari
controllano il 92% delle attività del settore. Mentre la distanza tra ricchi e poveri nei paesi del nord Europa
mantiene un rapporto di 6 a 1, in Colombia il rapporto è di 46 a 1
[13]
. Il paese si conferma come la principale
realtà sudamericana che “si distingue per non aver incorporato il valore dell'uguaglianza e dei diritti civili
nella sua vita quotidiana e nella sua organizzazione sociale. Il modello dello sviluppo adottato, oltre a
mantenere e riprodurre le disuguaglianze tra ricchi e poveri, genera una rigida segmentazione, aumenta la
distanza sociale tra i diversi settori e rende difficili i meccanismi di mobilità e crescita sociale”
[14]
Il 'Piano
Colombia', come vedremo, è il nuovo meccanismo di difesa militare e di consolidamento dell'ingiustizia.
Aiuti in cambio di riforme e privatizzazioni
Miliardi in 'aiuti' dunque, condizionati a che si completino le riforme strutturali di mercato. La lista di
queste 'riforme' è lunga ed articolata: modifiche sostanziali allo stato sociale, 'razionalizzazione' delle finanze
statali con tagli al settore pubblico e congelamento dei salari, privatizzazione del sistema bancario e delle
maggiori imprese statali, imposizione dell'Iva a numerosi beni e servizi di prima necessità. Secondo il
presidente Andrés Pastrana, l'obiettivo cardine del Piano nazionale di sviluppo è quello di “stimolare la
partecipazionedeiprivatineisettoridegliacquedottiedelleretifognarie;laconcessione
dell'amministrazione delle reti viarie; degli aeroporti regionali; delle piccole centrali idroelettriche e delle reti
di distribuzione; dei fiumi, dei canali navigabili e dei porti della rete fluviale nazionale; così come la
prestazione dei servizi di telecomunicazioni”
[15]
. L'amministrazione ha già pronto l'elenco dei beni pubblici da
svendere al capitale finanziario nazionale e internazionale: l'istitutoper la Sicurezza sociale, i maggiori enti
elettrici ('Isa' ed 'Isagen') ed altre quattordici imprese di distribuzione locali, il complesso carbonifero del
Cerrejón (tra le maggiori di tutta l'America Latina), le imprese di telecomunicazioni di Bogotá e Pereira, tre
banche statali, gli scali aerei internazionali di Bogotá e Medellín, le reti fluviali del Meta, dell'Orinoco e del
Putumayo
[16]
.
Il governo Pastrana punta poi alla ulteriore flessibilità del mercato del lavoro, alla riduzione dei salari
d'ingresso, a modificare il regime di pagamento del lavoro nei giorni festivi,ad eliminare gli oneri sociali ei
sussidi a favore dei dipendenti, ad innalzarne l'età pensionistica, ad esonerare gli impresari a devovolvere
parte dei profitti all'Istituto Colombiano di Bienestar Familiar, alle Casse di compensazione imprese-lavoratori
eal Sena, l'istituto nazionale di formazione professionale. Si accelererà anche il trasferimento alle entità
territoriali e alle comunità degli investimenti nei settori della sanità, dell'educazione e dei servizi sociali, già di
responsabilità statale, nonostante i 3/4 dei municipi non siano in grado, per mancanza di fondi, di finanziare
le spese dei propri apparati burocratici
[17]
. Intanto, in ossequio alla ricetta del Fondo monetario, gli
investimenti pubblici sono stati ridotti di un 25% e sono stati licenziati oltre 5.000 dipendenti statali e decine di
migliaia di dipendenti degli enti locali, in buona parte del settore educativo, dell'agricoltura e dei trasporti
[18]
.
All'erosione del potere di acquisto dei salari e dei diritti contrattuali si è accompagnata una forte politica
repressiva e persecutoria dello Stato e delle grandi imprese a danno dei dipendenti, fattore che ha costretto
l'Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro) a sanzionare la Colombia per le continue violazioni dei diritti
sindacali e l'illegittimità di alcune norme del codice del lavoro fortemente discriminanti in tema di
contrattazione collettiva e libertà di associazione. Intanto, nella totale assenza di protezione statale, sono
stati assassinati negli ultimi dieci anni 2.800 tra dirigenti e attivisti sindacali (172 nel solo '99 e 102 nei primi
dieci mesii del 2000), mentre 193 lavoratori sono stati fatti 'sparire' nel nulla
[19]
. Quasi 900 sindacalisti, la
gran parte dei quali del settore contadino e dell'istruzione, sono stati costretti ad abbandonare i luoghi di
residenza per le minacce ricevute. Amnesty International ne ha denunciati come, nell'ultimo biennio, centinaia
di sindacalisti ed attivisti della società civile sono stati vittime di arresti e procedimenti penali per reati politici
“seconda procedura che non rispettano la normativa internazionale in materia di processi equi”
[20]
.
Il governo di Bogotà preme infine per aderire in tempi brevi al Nafta (l'accordo sul libero commercio
dell'America del Nord), proprio quando la dipendenza di beni alimentari dagli Stati Uniti è diventata totale. Lo
lo scorso anno sono stati importati nel paese sudamericano mais, grano, olio di soia e riso per un valore di 502
milioni di dollari con conseguenze nefaste per la produzione nazionale, la bilancia dei pagamenti e il debito
estero. I dati forniti dal ministero dell'economia confermano che le aree sottoposte a semina di prodotti
agricoli sonodiminuite di un milione di ettari tra il '90 e il '98, mentre nello stesso periodo le importazioni di
gli alimenti sono quasi quintuplicati, passando dai 1.200 ai 5.800 milioni di tonnellate
[21]
.
La Colombia è d'interesse vitale per gli Stati Uniti che rappresentano il suo maggior socio commerciale
(comprano il 32% delle sue esportazioni legali e apportano il 36% delle importazioni) e forniscono la
percentuale più alta, il 51,2%, degli investimenti stranieri per un ammontare di 4.491 milioni di dollari
[22]
.“Il
paese è un importante partner economico degli USA: è il nostro 5° maggiore mercato di esportazione in
America LatinaCosì ha giustificato il varo del nuovo pacchetto di aiuti, l'ex sottosegretario di Stato per gli
Affari politici Thomas Pickering, uno dei maggiori sostenitori del 'Plan Colombia'. Se l'obiettivo primario del
Il Pentagono è quello di riaffermare i propri interessi geostrategici nell'area andina, allo stesso modo a quanto
successo nell'ultimo decennio in Medio Oriente, nel Golfo Persico e nei Balcani, eliminando contestualmente
dal 'cortile di casa' qualsiasi focolaio di guerriglia 'filo-comunista', la strategia del Dipartimento statunitense
risponde al crescente interesse del capitale nazionale per promuovere l’esportazione alla Colombia,
intervenire direttamente nella realizzazione delle imponenti opere programmate(dighe, centrali
idroelettriche, arterie stradali e fluviali), perpetuare il monopolio delle compagnie nazionali nell'estrazione del
petrolio e del carbone.
La priorità di assicurare l'investimento straniero in particolare nell'industria petrolifera è stata inserita nel
testo di emendamento al 'Plan Colombia', proposto dai senatori democratici Dewine, Grassley e Coverdell.
“Con gli aiuti”-si legge nell'emendamento- "s'insisterà a che il governo della Colombia completi le riforme
urgenti orientarsi ad aprire completamente la sua economia agli investimenti e al commercio estero,
particolarmente all'industria petrolifera”
[23]
. Lo stesso senatore Coverdell ha giustificato gli aiuti alla Colombia
con lo scopo di “proteggere gli interessi petroliferi in Venezuela paese strategico al centro di una profonda
crisi politica, sociale ed economica”
[24]
.
Per sponsorizzare l'approvazione del 'Plan Colombia', si è presentato in audizione al Congresso il
vicepresidente della 'Occidental Petroleum Company - Oxy', Lawrence Meriage. Il responsabile della
multinazionale petrolifera su cui vanta una partecipazioneper mezzo milione di dollari l'ex vicepresidente
degli Stati Uniti Albert Gore, ha chiesto che gli aiuti militari non siano destinati solo “a recuperare il controllo
del sud della Colombia, dove pure stiamo operando”, ma anche alle aree più settentrionali, “come il Nord di
Santander, alla frontiera con il Venezuela, stiamo dove intraprendere le operazioni di trivellazionee
dove le coltivazioni di coca sono aumentate del 300%”
[25]
. Il vicepresidente della 'Oxy' si è guardato bene dal
riferire al Congresso che la sua compagnia si trova a fronteggiare in Colombia la resistenza del gruppo
indigeno U'wa che si è visto espropriare parte dei terreni per consentire l'insediamento di nuovi pozzi, e che
minaccia il suicidio collettivo come purificazione contro l'indebita appropriazione di quello che considera il
“sangue delle terre ancestrali”.
Il governo di Bogotá ha deciso di fornire le migliori garanzie al capitale straniero, flessibilizzando
l'interpretazione delle norme costituzionali e legislative in materia d'investimenti internazionali nel settore
energetico. L'impresa statale 'Carbocol' è stata venduta recentemente ad un consorzio di aziende di Gran
Bretagna, Sudafrica e Svizzera, e si é deciso di affidare ai privati tutte le attività relative al trasporto,
all'immagazzinamento, alla raffinazione ed alla distribuzione degli idrocarburi. La compagnia petrolifera
statale 'Ecopetrol' ha firmato nell'ultimo anno 32 contratti con società estere (tra le più note la 'Occidental
Petroleum', la 'Canadian Petroleum', la 'Total', la 'Chevron' e la 'British Petroleum'), che investiranno nel
paese per il quadriennio 2000-2003 oltre 672 milioni di dollari e che grazie ad iniqui 'contratti di associazione'
potranno rivendere alla compagnia statale colombiana il crudo necessario per la raffinazione al prezzo
internazionale di mercato
[26]
.
Dalla privatizzazione del settore delle telecomunicazioni, il governo colombiano spera di ricavare utili per
un miliardo di dollari. In corsa per accaparrasi le imprese del settore, ancora una volta le statunitensi ‘Bell
South', 'Mci' ed 'At&t', le stesse che lo scorso anno soffiarono all'italiana 'Telecom' il controllo della
principale società statale di telefonia cellulare, la 'Celumobil'. Inoltre è stato riformato il settore bancario per
promuovere gli investimenti esteri (oggi il capitale straniero controlla il 27% degli istituti finanziari). In questo
settore, in particolare, sono forti gli interessi degli istituti di credito spagnoli (e ciò spiega l'attivismo del
governo iberico a favore del 'Plan Colombia'). Il 'Banco Santander' sta per acquisire importantisportelli
pubblici, mentre il 'Banco Bilbao Vizcaya' ha già assunto il controllo del 'Banco Ganadero', già attento
dalle autorità colombiane per sospette operazioni finanziarie a favore degli uomini del Cartello di Cali
[27]
.
Bogotá ha infine rinnovato gli accordi preferenziali di mercato con gli Stati Uniti (l'effetto è stato il crollo
del prezzo dei prodotti agricoli tipici, cotone, caffè, mais), dando il via alla fluttuazione del tasso di cambio
con il dollaro. Unico settore produttivo interno favorito dalle manovre è quello dell'industria tessile che ha
Migliorata l'estensione al gigante nordamericano abbattendo i salari della manodopera (non oltre i 150
dollari mensili per turni settimanali che sfiorano le 60 ore).
L'apertura al capitale internazionale e il rafforzamento del trattato sul libero commercio, sono forse la
contraddizione più grande del 'Plan Colombia', che nelle intenzioni dell'establishment dovrebbe avvio
attività economiche di contrasto alle coltivazioni illegali e alla 'narcoeconomia'. Queste coltivazioni sono
cresciute proprio a seguito della liberalizzazione dell'economia dell'ultimo decennio. La privatizzazione delle
grandi banche e del mercato dei cambi, l'ammodernamento del sistema finanziario e delle
telecomunicazioni, la privatizzazione dei porti e la creazione di zone franche in tutto il paese (i punti cardine
delle riforme liberiste imposte dalla Banca mondiale e dal Fondo monetario internazionale), come sottolinea
l'Osservatorio Geopolitico delle Droghe di Parigi, hanno favorito”l'espansione della quantità di valuta
originatadaitrafficoilleciti”chehafattoingressoInColombia,accelerandoilprocessodi
'narcodollarizzazione' dell'economia
[28]
. Un elemento talmente noto nei circoli finanziari internazionali che a
fine '98, in occasione di un incontro con i funzionari del governo e del 'Banco de la República', il responsabile
della delegazione tecnica del Fondo monetario Michell Seruzier, ha suggerito di “misurare l'impatto reale del
denaro sporco nell'economia colombiana per incorporarlo al sistema contabile nazionale”
[29]
L'evoluzione della percezione della minaccia
La Colombia è senza alcun dubbio il paese del continente americano più 'monitorato' dalle strategie del
Pentagono. Già a partire dal 1993, l'area andina settentrionale veniva inserita tra le quattro zone del pianeta,
insieme a Medio Oriente, il sud-est asiatico ed i Balcani, “potenzialmente più conflittivi tra il 1992 e il 2010”.
È in queste aree che gli Stati Uniti percepiscono la maggiore minaccia al 'nuovo ordine internazionale' sorta
dopo il crollo del muro di Berlino e la guerra del Golfo
[30]
.Cinque anni più tardi, maggio '98, i vertici dello
Stato maggiore Usa si davano appuntamento all'Università della difesa nazionale di Washington per
esaminare gli sviluppi dil conflitto armato in Colombia. Una seconda riunione fu organizzata a fine '98
dal dipartimento dell'Us Army presso il proprio College di Carlisle, in Pennsylvania. Sei mesi dopo, si
si è svolta una terza riunione per prestare attenzione geostrategicamente al paese sudamericano. Per quest'ultimo
appuntamento era la Cia ad incaricarsi dell'organizzazione: ai lavori prendevano parte più di cinquanta
ufficiali del Pentagono, del Dipartimento di stato, dell'Fbi, della Dea e dell'agenzia d'intelligence. Mi incontreròio
testimoniavano il progressivo stato d'allarme manifestato dagli alti vertici militari di Washington.Mentre nel
primo incontro la Colombia fu percepita come un “problema per l'area”, a Carlisle il paese venne identificato
vieni un "grave fattore di destabilizzazione della sicurezza regionaleNel terzo incontro il giudizio fu di
aperto pessimismo e gli analisti prospettarono la possibilità di una “guerra totale”, dell'”estensione del
conflitto” e perfino di una sua “balcanizzazione”
[31]
.
Come se non bastasse, a metà novembre '99, il responsabile del Comando Sud degli Stati Uniti, generale
Chales Wilheilm, dichiarava che “la Colombia ha preso il posto di Cuba come principale
minaccia alla pace nell’emisfero occidentale…Una conferma dell'importanza strategica assunta dal paese
andino nei piani di ridefinizione del proprio ruolo di 'dominus' dell'emisfero, la Colombia venne eletta a meta
preferenziale delle visite dei maggiori esponenti della politica militare statunitense. Uno dopo l'altro
giungevano a Bogotà lo 'zar antidroga' Barry Mc Caffrey, il segretario della difesa William Cohen, il
sottosegretario di stato Peter Romero, la direttrice del Centro Emisferico per gli Studi della Difesa (istituzione
creato dal Pentagono nel '97 per “seguire gli eserciti del continente”), Margaret Daly Hayes, e lo stesso
generale Charles Wilheilm, che per le sue 'attenzioni' alla Colombia ha ricevuto la massima onorificaenza
della Repubblica, la Croce d'oro bolivariana. Ad avviare i programmi di 'aiuto militare' alle forze di sicurezza
colombiana è intervenuto direttamente il capo di Stato maggiore delle forze armate Usa, generale Henry
Shelton, uno dei maggiori pianificazionitori dell'intervento in Kosovo, già comandante di divisione in Vietnam,
durante la guerra del Golfo e della Special Force che intervenne ad Haiti nel 1994
[32]
Infine, nell'agosto
2000, a sugellare la politica d'intervento nel conflitto interno colombiano, il presidente Bill Clinton si é
ho incontrato a Cartagena con Andrés Pastrana. “Noi non abbiamo intenzione di trovarci coinvolti con
l'insorgenza che la Colombia affronta da decenni” ha dichiarato Clinton, respingendo qualsiasi ipotesi di
'vietnamizzazione' del conflitto. “Il nostro aiuto migliorerà la sradicazione delle coltivazioni illecite, la
distruzione dei laboratori e gli sforzi d'interdizione, e fornire appoggio logistico e di 'intelligence' alle missioni
antidroga dei reparti colombiani”
[33]
.
L'opinione pubblica può dunque stare tranquilla. Nessun militare statunitense perderà la vita durante la
'nuova crociata contro il narcotraffico'. Eppure un misterioso incidente si è verificato poco più di un anno fa a
Patascoy, nella selva meridionale della Colombia aveva confermato inequivocabilmente che le forze armate
Usa sono direttamente coinvolte dal tempo nel 'conflitto a bassa intensità' del paese sudamericano. Un
velivolo speciale dell'Us Air Force 'Rc-7 DeHavilland' per l'intercettazione delle comunicazioni
radiotelefoniche, era infatti precipitato tra le montagne e cinque militari statunitensi e due ufficiali
dell'aeronautica colombiana erano morti in mezzo alle fiamme. Sulle cause dell'incidente e sugli scopi della
presenza di un velivolo nordamericano in una zona sotto il controllo delle Farc era stato posto il più assoluto
riserbo.
Sotto la pressione di alcuni congressisti, il Dipartimento della difesa ha dovuto ammettere che dal 1998 “il
personale specializzato degli Stati Uniti ha il compito di addestrare in sofisticate attività d'intelligence ufficiali
dei servizi segretidell'aeronautica e dell'esercito colombiano nelle basi di telecomunicazione di Bogotá, San
José del Guaviare e Santa Marta, nel nord del paeseSecondo il responsabile per gli Affari internazionali
anti-droga Rand Beer, il personale Usa lavorerebbe”per accrescere la capacità delle forze di sicurezza
colombiane a raccogliere ed analizzare le informazioni sulle attività dei narcos e su quelle dei gruppi
insorgenti che potrebbero minacciare le forze anti-droga”
[34]
.
“Sono 67 gli ufficiali della Special Operation Force che lavorano in Colombia” –ha aggiunto il funzionario
statunitense–Essi fanno parte del gruppo Interforze coordinato dal Comando Sud per le operazioni speciali
(Socsouth), di stanza presso la base navale di Roosvelt Road (Portorico), che assiste oltre 1.500 membri
delle forze di sicurezza in alcuni settori specifici, come la fanteria leggera, il trasporto elicottero, ecc.”
[35]
.
Il Pentagono è stato poi costretto ad ammettere l'esistenza di proprie basi radar e stazioni d'ascolto
terrestri (Gbr) nelle regioni meridionali di Guaviare (San José), Amazonas (Leticia) e Vichada (Marandúa).
“Altri due radar della rete dei Caraibi dell'Us Air Force lavorano dalla penisola settentrionale della Guajira
(Rioacha) e dall'isola di San Andrés, di fronte alla costa nicaraguense. Una quarta stazione radar Gbrè in
fase di allestimento presso la base di Tres Esquinas (Putumayo)”
[36]
.
Formalmente queste installazioni radar sono sotto il controllo delle forze armate colombiane, ma
l'elaborazione dei dati viene gestita da team di tecnici nordamericani, composti ognuno da 36-45 unità.
L'eco per l'incidente al velivolo-spia, consente inoltre la 'scoperta' di altri particolari inquietanti
sull'impegno militare statunitense in Colombia. Il settimanale 'Newsweek' documentava la presenza nel
paese di 300 militari, tra cui “almeno un centinaio di agenti della Dea e della Cia”, e aggiungeva che gli avieri
dell'RC-7 non erano le prime vittime Usa della 'guerra alla coca': “A partire dal 1997 sono morti tre piloti della
società privata DynCorp (Virginia) contattata dal Pentagono per missioni di intercettazione antidroga. La
DynCorp che conta in Colombia su 90 dipendenti, in coordinamento con la Polizia nazionale ha lanciato
tonnellate di defoglianti chimici sulla selva e hanno effettuato incursioni in elicottero contro i laboratori di
trasformazione”
[37]
.
Inizialmente il contratto firmato dal Dipartimento di stato prevedeva che la 'DynCorp' curasse
l'addestramento del nucleo della polizia antidroga colombiana eautorizzava la partecipazione di sei piloti e
di uno staff di circa dodici persone, quasi tutti veterani della guerra in Vietnam. Un bel '96, il contrattista
assunse direttamente la partecipazione nelle operazioni di eradicazione; solo che per mantenere 'coperta' la
missione, il personale nordamericano utilizzò velivoli colombiani e uniformi dell'esercito nazionale. In seguito
alle proteste di alcuni settori dell'aeronautica colombiana, la 'DynCorp' iniziò ad impiegare per le operazioni
di fumigazione avionette di proprietà, ottenendo altresì un contratto per la manutenzione dei velivoli 'Turbo
Trusch T-65' della polizia colombiana
[38]
. Una conferma dell'escalation delleoperazioni di fumigazione chimica
della Colombia, il valore del contratto firmato dal Dipartimento di stato con l'impresa privata della Virginia è
passato dai 19,6 milioni di dollari del '96, ai 68 milioni del '98
[39]
. Nell'ultimo anno degli aerei della 'DynCorp'
hanno fumigato oltre 65.000 ettari nei dipartimenti meridionali di Guaviare e Caquetá, utilizzando il glifosato,
un composto altamente tossico. Ne vedremo in seguito quali effetti sociali e ambientali
Aerei ed elicotteri “per la lotta contro la droga”
Parallelamente al finanziamento delle operazioni di eradicazione aerea delle coltivazioni di coca, la Casa
Bianca ha autorizzato un programma di riarmo delle forze di sicurezza colombiane che non ha paragoni con
quanto fatto in passato in altre «regioni di crisi» del continente americano. Solo negli ultimi tre anni,
Washington ha inviato oltre mezzo miliardo di dollari in armi pesanti alla Colombia; il paese è divenuto così il
maggior destinatario nel mondo dell'assistenza militare degli Stati Uniti, accanto ad Israele ed Egitto.
“La presenza militare e gli aiuti degli Stati Uniti sono quasi nove volte maggiori di quelli che erano nella
metà degli anni novanta” denuncia il rapporto presentato dai ricercatori Adam Isackson e Joy Olson del
'Centro per la Politica Internazionale', uno dei maggiori centri indipendenti statunitensi sulle relazioni nazionali con
il sud America.La Colombia riceve oggi più assistenza militare da parte degli Stati Uniti in addestramento,
armi ed equipaggiamenti di quanto è stato ricevuto congiuntamente da tutti i paesidell'America Latina e dei
Caraibi. Le missioni delle Forze speciali Usa nel paese andino sono passate dal 20 del 1998 alle 34
dell'anno successivo. Se sino al 1995 la Colombia riceveva annualmente 30 milioni di dollari per la lotta al
narcotraffico, nel 1999 si è raggiunta la cifra di 294 milioni di dollari”
[40]
. La quota maggiore degli aiuti militari
è stata fornita dall''International Narcotics Control' (Inc), l'agenzia antidroga del Dipartimento di stato, che nel
'99 ha stanziato per la Colombia 203 milioni di dollari, 195 dei quali finiti direttamente alle forze armate e alla
polizia per migliorare l'operatività dei velivoli cargo C-130 e C-26 e dei pattugliatori veloci delle coste e dei
fiumi interni.
Anche buona parte delle voci di spesa del 'Plan Colombia' sono indirizzate all'ammodernamento della
componente aerea ed elicotteristica delle forze di sicurezza. Si prevede infatti il trasferimento alle forze
armate di 16 elicotteri Uh-60 'Blackhawk' e 30 elicotteri Uh-1h nella nuova configurazione 'Super Huey', che
si aggiungeranno ai 18 velivoli della stessa tipologia ricevute alla Colombia a fine '99. Inoltre sarà avviata
la modernizzazione del velivolo A-37in possesso dell'aeronautica colombiana (il cosiddetto 'aereo fantasma'
con funzioni similari al velivolo-spia Usa 'Rc-7 DeHavilland' precipitato nella selva), grazie a nuovi speciali
visori infrarossi che ne rafforzeranno l'operatività notturna.
Attraverso un finanziamento supplementare di 99,5 milioni di dollari preannunciati da Clinton in occasione
della sua recente visita in Colombia, alle forze armate locali potrebbero essere ricevuti alcuni velivoli
antispionaggio, tre velivoli da trasporto 'Bufalo' e apparecchiature sofisticate per il potenziamento della rete
radar e d'intelligence
[41]
.Si sta trattando altresì la fornitura di velivoli d'attacco A-10 'Warthog' per il supporto
aereo alle truppe terrestri, e di elicotteri d'assalto 'Cobra', già utilizzati nelle operazioni di guerra in
Kosovo.Uno di questi velivoli è stato filmato dall'emittente nazionale 'Rcn' all'interno di un hangar
dell'aeroporto militare diBogotá dopo essere stato messo a disposizione di alcuni piloti locali.
Il Dipartimento della difesa interverrà altresì per ampliare la flessibilità operativa della polizia nazionale
colombiana, fornendo sistemi di comunicazione, armi e munizioni, e finanziando la costruzione di un
numero imprecisato di “basi anti-droga” allafrontiera con Perù ed Ecuador. Nonostante il riconoscimento
fallimento della politica di 'fumigazione' aerea (le aree destinate alla coltivazione delle foglie di coca si sono
triplicato in meno di cinque anni), gli Usa forniranno alla polizia locale 12 elicotteri 'Super Huey' e due
elicotteri 'Blackhawk' che opereranno dall'aeroporto meridionale di Guaymaral. Gli analisti militari sperano
che la versatilità di questi strumenti possa essere determinante per vincere la resistenza delle basi nel sud
della Colombia, nei dipartimenti del Putumayo e del Caquetá, sotto il controllo dei principali gruppi
guerriglieri (Farc ed Eln).
A questi 'aiuti' già di per sé significano, si devono aggiungere i sistemi d'arma acquistati dal governo
colombiano attraverso il programmamma Usa delle 'Vendite militari all'estero 1999' (11 elicotteri Uh-60
'Blackhawh', 12 elicotteri d'addestramento Th-13 'Sioux', fucili leggeri, veicoli e munizioni) per un valore di
28 milioni di dollari, più una spesa di 40 milioni di dollari per le armi acquisite da imprese private statunitensi.
LEGGI TUTTO QUI: https://www.academia.edu/41297767/Colombia_lultimo_inganno_Lotta_al_narcotraffico_paramilitarismo_violazione_dei_diritti_umani

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